Storia e Scienza del Solletico
Alcuni studi e fonti storiche sull'argomento


Iniziamo subito a conoscere un po' piu' da vicino l'argomento principale trattato in questo sito: il SOLLETICO!
Ci sono molti studi e teorie (piu' o meno verosimili) su cosa sia esattamente il solletico, quale sia la sua utilita' pratica e quali implicazioni socio-culturali esso comporti...


COS'E' IL SOLLETICO (tratto da wikipedia)

Il solletico e' una reazione fisiologica involontaria scatenata dal tocco improvviso di una parte del corpo; questa reazione si spiega causando in risposta al tocco movimenti involontari o risate.

Per metonimia, si indica con questo termine anche l'azione di toccare qualcuno allo scopo di provocare questa reazione (fare il solletico a qualcuno) o, piu' genericamente, l'atto di toccare lievemente qualcosa - anche un oggetto inanimato.

Dal punto di vista fisiologico, comunque, il solletico e' un fenomeno che riguarda il sistema sensitivo e la sensibilita' tattile. Le sensazioni provocate dal solletico possono a volte risultare piacevoli, o eccitanti, ma nella maggior parte dei casi vengono considerate estremamente spiacevoli, soprattutto quando il solletico viene prolungato nel tempo.


KNISMESI e GARGALESI

Nel 1897 due psicologi, G. Stanley Hall e Arthur Alley, tracciarono una distinzione tra due differenti tipi di solletico:

- il primo, che loro chiamarono knismesi, e' una sensazione indotta dal leggerissimo tocco delle mani sulla pelle. Questo tipo di solletico non provoca risate, richiede bassi livelli di stimolazione tattile, puo' essere innescato anche dal lieve contatto di una piuma, o da una scarica elettrica a basso voltaggio ed e', spesso, accompagnato da una sensazione di prurito. Puo' essere indotto, anche, dalla presenza, sulla pelle, di insetti o altri piccoli artropodi, come i ragni, ed e' stato per questo suggerito che possa essersi sviluppato nei vertebrati come un meccanismo di protezione verso i parassiti. La knismesi, infatti, si ritrova in molte specie animali superiori.

- il secondo tipo, chiamato gargalesi, e', invece, scatenato da una moderata e ripetuta pressione delle mani in determinate zone del corpo, e provoca risate e movimenti involontari. Questo tipo di reazione e' stato documentato solo nell'uomo e nei primati e viene considerato come un meccanismo correlato al gioco, con implicazioni psicologiche e sociali piu' che fisiologiche. Una conferma in questo senso e' data dal fatto che, mentre e' possibile autoprovocarsi la knismesi toccandosi la pelle, la gargalesi viene provocata solamente dal contatto di una seconda persona.


FISIOLOGIA DEL SOLLETICO

Esistono evidenze sperimentali che indicano come la sensazione di solletico venga mediata da segnali provenienti dalle fibre nervose coinvolte nella ricezione degli stimoli del dolore e del tatto. Nel 1939 un neurofisiologo svedese, Yngve Zotterman, studio' la knismesi nei gatti, misurando il potenziale d'azione che si induceva nelle fibre nervose di questi animali in seguito alla stimolazione della pelle con un batuffolo di cotone. Zotterman scopri' appunto che la sensazione di solletico dipendeva, in gran parte, dai nervi del dolore. Ulteriori evidenze in questo senso provengono da studi che dimostrano come nei pazienti i cui nervi del dolore vengono tagliati chirurgicamente (una pratica utilizzata per trattare i pazienti afflitti da dolore cronico), anche la risposta agli stimoli del solletico viene attenuata. D'altro canto pero', esistono casi documentati di pazienti incapaci di provare dolore fisico, in seguito a danneggiamenti della colonna vertebrale, in grado comunque di percepire il solletico; questo lascia suggerire come il solletico potrebbe anche dipendere dai nervi associati al tatto.

Puo' essere interessante notare come le aree piu' sensibili al tatto non siano quelle piu' sensibili al solletico: nella maggior parte delle persone, per esempio, i palmi delle mani (una delle zone cutanee maggiormente innervate) risultano essere molto meno sensibili al solletico delle piante dei piedi. Altre zone molto sensibili al solletico sono, nella maggior parte degli esseri umani, le ascelle, i lati del busto, il collo ed il ventre. Alcune evidenze suggeriscono, infine, che le risate associate alla gargalesi siano frutto di una reazione psicologica piu' che fisiologica: le persone molto sensibili al solletico, infatti, spesso iniziano a ridere prima ancora di essere effettivamente toccate.


ASPETTI SOCIOLOGICI DEL SOLLETICO

Nella psicologia infantile, il solletico viene definito come un'attivita' tesa ad instaurare legami tra i bambini e i loro genitori. Nell'eta' infantile infatti, il solletico costituisce sia una fonte di piacere, correlata al fatto di essere toccati da un genitore, sia un legame di fiducia, che, dopo essersi instaurato in questo modo, permette al genitore di toccare il bambino anche in situazioni sgradevoli, quali la necessita' di curare una ferita dolorosa. Questo rapporto genitore-figlio correlato al solletico prosegue normalmente per tutta l'infanzia, fino all'inizio dell'adolescenza. Un altro esempio di solletico come relazione sociale in eta' infantile e' quella che si instaura tra fratelli di eta' simile tra di loro. Molti studi di psicologia hanno infatti mostrato che e' una pratica comune, tra bambini, utilizzare il solletico come un metodo alternativo alla violenza utilizzato per punire o intimidire un fratello.

Cosi' come avviene con i genitori o i fratelli, il solletico viene anche utilizzato per instaurare legami sociali tra amici, ed e' classificato dagli psicologi come parte importante del gioco, permettendo un alto grado di intimita' e di interazione cognitiva. Durante l'adolescenza, il solletico e' utilizzato anche come uno sfogo sessuale tra individui, correlato con i giochi erotici, con i preliminari sessuali e, in generale, con il sesso.

Un eccessivo interesse per il solletico che permane nell'eta' adulta, invece, e' stato descritto in alcuni casi come una forma di disturbo compulsivo, ovvero, se praticato come unica forma di attivita' sessuale per un tempo molto prolungato, viene fatto rientrare nella categoria delle parafilie. La pratica sessuale del solletico e' comunemente definita tickling.


ASPETTI EVOLUTIVI E COMPORTAMENTALI DEL SOLLETICO

Il solletico e' probabilmente uno dei comportamenti umani piu' comuni.

Molti grandi pensatori, sin dall'antichita', si sono interrogati sulla natura delle risposte fisiologiche e psicologiche del solletico; tra di essi possono essere ricordati Platone, Francis Bacon, Charles Darwin, e Galileo Galilei, l'ultimo dei quali scrive filosoficamente sul solletico nel suo libro "Il Saggiatore":

'Io credo che con qualche essempio piu' chiaramente spieghero' il mio concetto. Io vo movendo una mano ora sopra una statua di marmo, ora sopra un uomo vivo. Quanto all'azione che vien dalla mano, rispetto ad essa mano e' la medesima sopra l'uno e l'altro soggetto, ch'e' di quei primi accidenti, cioe' moto e toccamento, ne' per altri nomi vien da noi chiamata: ma il corpo animato, che riceve tali operazioni, sente diverse affezioni secondo che in diverse parti vien tocco; e venendo toccato, verbigrazia, sotto le piante de' piedi, sopra le ginocchia o sotto l'ascelle, sente, oltre al commun toccamento, un'altra affezione, alla quale noi abbiamo imposto un nome particolare, chiamandola solletico: la quale affezione e' tutta nostra, e non punto della mano; e parmi che gravemente errerebbe chi volesse dire, la mano, oltre al moto ed al toccamento, avere in se' un'altra facolta' diversa da queste, cioe' il solleticare, si' che il solletico fusse un accidente che risedesse in lei. Un poco di carta o una penna, leggiermente fregata sopra qualsivoglia parte del corpo nostro, fa, quanto a se', per tutto la medesima operazione, ch'e' muoversi e toccare; ma in noi, toccando tra gli occhi, il naso, e sotto le narici, eccita una titillazione quasi intollerabile, ed in altra parte a pena si fa sentire. Or quella titillazione e' tutta di noi, e non della penna, e rimosso il corpo animato e sensitivo, ella non e' piu' altro che un puro nome. Ora, di simile e non maggiore essistenza credo io che possano esser molte qualita' che vengono attribuite a i corpi naturali, come sapori, odori, colori ed altre'.

In tempi piu' recenti, gli scienziati hanno prodotto diverse teorie, sia in ambito medico che sociologico, per tentare di dare una risposta agli stessi quesiti.

Una delle domande attualmente insolute e' perche' alcune persone siano piu' sensibili di altre al solletico (in particolare alla gargalesi). Tali differenze non sembrano dipendere dal sesso degli individui, o piu' in generale dalla fisiologia dell'organismo, quanto piuttosto da motivazioni psicologiche proprie dei diversi individui.

Nel 1924 J.C. Gregory, uno psicologo, ha notato che le parti del corpo piu' sensibili al solletico siano anche quelle piu' vulnerabili nel combattimento corpo a corpo. Egli ha percio' proposto una teoria secondo la quale il solletico potrebbe aver conferito un vantaggio evolutivo agli uomini primitivi, spingendo gli individui a proteggere con piu' attenzione i propri punti vitali durante la lotta.

Un'altra teoria, correlata a questa, suggerisce che il solletico promuova lo sviluppo inconscio delle abilita' di combattimento. Come menzionato precedentemente, il solletico, specialmente nell'eta' infantile, viene praticato sui bambini principalmente dai genitori, dai fratelli e dagli amici e, nell'ottica di questa teoria, potrebbe costituire una forma di gioco atta a sviluppare tecniche difensive e di combattimento. Sempre secondo questa teoria, il fatto che il solletico stimoli le risate incoraggia chi pratica il solletico sul bambino a continuare, spinto da un atteggiamento -la risata- che, sebbene involontario, viene interpretato positivamente, permettendo la continuazione del gioco e incrementando cosi' il suo valore formativo.

Un'ultima teoria, infine, indica come una estrema sensibilita' al solletico possa costituire anche una forma "simpatica" di difesa dell'organismo da chi cerca di avvicinarglisi. Il solletico, infatti, si fa sulla pelle, cioe' su quello che e' il confine fra il nostro corpo e il mondo, ovvero, se vogliamo, fra il "dentro" e il "fuori" di noi. Quindi soffrire il solletico puo' permettere, per esempio, di proteggersi da chi cerca di avvicinarsi troppo.



CENNI STORICI

Storicamente il solletico trova una prima affermazione come "forma di tortura", praticato in virtu' del fatto che non lascia segni o ferite ma un insopportabile fastidio ai soggetti piu' sensibili. In due momenti storici diversi fu legalizzato come una delle principali pene corporali.

Nell'antica Cina, dove veniva praticato mediante l'uso di aghi, il famoso "supplizio cinese" consisteva nel punzecchiare la pianta del piede della vittima per ore ed ore. L'aguzzino era bravo nel provocare un misto di solletico e dolore, al quale la vittima stremata finiva per cedere. Questo tormento era riservato alle sole persone appartenenti alle "dinastie nobili".

Nell'antico Giappone, coloro che occupavano posizioni di autorita' potevano infliggere punizioni ai fuorilegge. Queste punizioni erano chiamate shikei, che si traduce come "punizione privata". Una di queste punizioni era il "kusuguri-Zeme" letteralmente "solletico spietato".

Nel XVII secolo, durante le guerre di religione in Germania tra riformanti e cattolici (1618-1648), a Rotenburg ed a Fulda, alcuni uomini "bollati" come eretici furono torturati mediante l'utilizzo di una tortura detta "lingua di capra" (già nota ai tempi dell'Antica Roma). Questo tormento consisteva nell'imprigionare alla gogna i piedi nudi della vittima, cospargerli "accuratamente" sotto le piante e tra le dita di un liquido ricavato da una miscela di acqua e sale per poi lasciare libere due o piu' capre, tenute rigorosamente a "digiuno" e assetate da alcuni giorni, di leccarli voracemente nella parte sensibile. Anche qui i risultati erano scontati, la lingua ruvida lasciata agire per molto tempo seviziava atrocemente la vittima che quasi mai riusciva a resistere a tanto, inoltre nei casi più gravi la capra veniva lasciata infierire fino a consumare lo strato della pelle, per far si che dal solletico si passasse al dolore.
Esistevano, tuttavia, delle varianti coeve, meno conosciute ma più "redditizie" di questa tortura. La procedura consisteva nel denudare completamente la vittima e legarla in posizione di croce di Sant'Andrea su di una grande tavola in legno poggiata direttamente sul terreno. Qui gli "aguzzini" spalmavano nei punti piu' sensibili del corpo delle vittime (seni, ascelle, fianchi, genitali, addome, gambe, oltre ovviamente alle piante dei piedi) una sostanza ricavata del misto di nettare dolce e di miele, poi liberavano e lasciavano che svariati "animali domestici" come pecore, capre, cani e gatti mordicchiassero e leccassero voracemente le parti evidenziate. I risultati si ottenevano dopo pochi minuti: le vittime sottoposte e straziate da un solletico "insopportabile" perdevano totalmente l'autocontrollo e si arrendevano subito. Talvolta i torturatori eccedevano non ritirando gli animali che persistevano nella loro attività per punire maggiormente i malcapitati/e, che tendevano letteralmente ad "impazzire" esposti ad una tale sollecitazione.

Heinz Heger, un uomo perseguitato nel campo di concentramento di Flossenbürg durante la seconda guerra mondiale, ha visto le guardie carcerarie naziste eseguire la tortura del solletico su un suo compagno di prigionia, seguita da varie altre torture che provocarono la morte del ragazzo. Egli descrive questo episodio nel suo libro "Gli uomini con il triangolo rosa":
«Un giorno, un altro detenuto omosessuale, di Innsbruck, quindi anche lui austriaco, fu torturato a morte nel bunker. Lo avevano spogliato nudo e lo avevano legato per le mani ad un gancio appeso alla parete, in modo tale che con i piedi non toccasse il pavimento. Gli spalancarono le gambe e gliele legarono strette al muro. Due o tre SS in servizio al bunker, se ne stavano li intorno in attesa che iniziasse lo "spettacolo", la tortura del giovane tirolese. Innanzitutto l'ufficiale delle SS presento' lo "spettacolo" detto il "gabinetto delle risate". In sostanza gli aguzzini delle SS facevano il solletico alla vittima con delle penne d'oca, sfiorandolo sotto la pianta dei piedi, sotto le ascelle, tra le cosce e in altre parti del corpo. All'inizio il detenuto resto' forzatamente muto e con gli occhi pieni di paura e di dolore fissava i suoi torturatori. Ma dopo un po' inizio' a ridere dal solletico, e questa risata diventava sempre piu' simile a un grido, a un urlo di dolore, mentre le lacrime gli scorrevano sulle guance e il suo corpo si contraeva, cercando di sottrarsi al supplizio. Dopo questa tortura del solletico lo lasciarono appeso per un po' senza occuparsi di lui, a piangere e singhiozzare.» (Heger, Heinz.)

Il solletico, ancora oggi, viene praticato come forma di tortura in alcuni paesi. Anche se non palesemente dichiarato, risulta presente nei metodi di tortura segnalati e portati a conoscenza da Amnesty International.

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A questo punto, citando sempre wikipedia, vediamo cos'e' il TICKLING (a noi tanto caro)! ;)


COS'E' IL TICKLING

Il tickling, termine della lingua inglese ormai entrato a far parte della nostra dizione grazie alla sua esportazione ed ampia diffusione nel gergo mondiale (la cui traduzione letterale significa 'fare solletico', 'solleticando'), e' una attivita' sessuale caratterizzata dall'eccitazione prodotta mediante una azione piu' o meno intensa di solletico.

Di norma e' praticato come forma di tortura lieve durante una seduta di bondage. Nello specifico, la persona sottoposta al solletico, piu' di frequente una donna, dopo essersi parzialmente o totalmente denudata viene immobilizzata in modo piu' o meno completo mediante l'uso di corde, cinture di pelle, catene o nastri adesivi, ed il partner attivo le pratica il solletico direttamente con lo sfregamento delle dita sulle 'zone sensibili' quali: sotto la pianta e fra le dita del piede, all'interno delle cosce, sulla pancia e nell'ombelico, lungo i fianchi, sotto le ascelle, ecc. Ovvero mediante l'uso di oggetti e strumenti come piume, spazzole, forchette, penne a biro, spazzolini da denti, arnesi appuntiti vari od altro, adatti allo scopo.

Si evidenzia nel tickling il nesso, spesso presente nella sessualita' umana, particolarmente in quella femminile, fra l'effetto di disinibizione provocato dalla risata e la liberazione della libido. Nella maggior parte dei casi, infatti, il tickling non prevede una stimolazione particolarmente intensa e diretta delle zone erogene; piuttosto, e' spesso la stessa attesa e l'impossibilita' di difendersi dal solletico, a provocare di per se', nella persona passiva, una condizione di sollecitazione mentale, prima ancora che fisica, tale da predisporla a una maggiore disponibilita' erotica. Va sottolineato, in tal senso, che in molti casi il tickling puo' essere praticato, in modo leggero e da vestiti, anche durante le normali attivita' quotidiane e sociali, come forma di gioco erotico piu' o meno sublimato, che tuttavia non sfocia negli atti osceni.